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    Archivio Dicembre 2008

    INTRODUZIONE AL DISCORSO FOTOGRAFICO

    di fio64 (01/12/2008 - 14:38)

    Tito Terzi, artista che gode di indiscussa fama, tra il pubblico bergamasco e lombardo,per la sensibilità reffinata delle sue fotografie raffiguranti ora momenti di vita ora aspetti di paesaggio, vive ormai da molti anni in città. Non ha tuttavia mai cessato di amare, profondamente, la vita di paese, quella scevra da futili opportunismi e da artificiose convenzioni.  (E' nato e vissuto per molti anni a Gromo, in Alta Valle Seriana). E cio' che Egli si prefigge di portare alla nostra attenzione, con questo suo documento fotografico, è proprio questa vita, con un tacito invito a scoprirla in un modo nuovo ed originale: attraverso l'analisi storico-sociale di diversi manufatti, sorti in un passato piu' o meno recente, per opera dei nostri padri, e disseminati nel territorio bergamasco, sia esso di pianura, di collina o di montagna. Cosi' ora è una casa rustica, con quel senso di pace e armonia che sa infondere; ora una fontanella, che canta la sua perenne canzone al crocicchio di una strada; ora l'elegante profilo di un ponte ad arco; ora una raccolta piazzetta o una chiesa di campagna; ora un muro di pietre, compatte ed impenetrabili, a raccontare di questa vita, fatta di cose semplici ed essenziali: la fede genuina, l'attaccamento alle tradizioni, l'amore alla propria terra ed al lavoro... . Una vita, per l'artista, quella di cui questi documenti ci parlano, fata a misura d'uomo. Per mezzo delle sue fotografie Tito Terzi vuole aiutarci a ricercare l'atmosfera del tempo che fu: non con il solo scopo, si badi bene, di farci tuffare nostalgicamente nel passato, ma perchè è sua convinzione che le opere di allora, anche quelle piu' umili, le quali con troppa facilità vengono spazzate via per dar posto al cosidetto moderno, possano aiutarci a ritrovare noi stessi, a scoprire la nostra identità, a vivere una vita piu' semplice e serena di quella che anche nei paesi oggi spesso si conduce, caratterizzata a volte dall'ansia e dall'angoscia. Le esigenze della vita che cambia vanno naturalmente completate, modificando, eliminando là ove è necessario, ma non distruggendo radicalmente come spesso accade e come se cio' che fino ad ieri era valido oggi non lo sia piu'. Il presente è frutto di un passato al quale è doveroso guardare. Tutto questo in sostanza, intende suggerirci Tito Terzi, anche se in brevi sequenze fotografiche, perchè un esame approfondito di ogni singolo argomento richiederebbe un lavoro davvero ciclopico, seppure interessantissimo. Il suo discorso è a sè stante rispetto a quello sviluppato nel contenuto vero e proprio del libro. Sono venticinque stupendi quadri che Egli ci offre in ognuno dei quali si sofferma su uno specifico argomento, con soggetti ritratti in zone diverse della provincia.

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    CURIOSA GEOGRAFIA BERGAMASCA

    di fio64 (01/12/2008 - 14:15)

                                                                  ANTOLOGIA  FOTOGRAFICA

                                                  DI ARCHITETTURE, MANUFATTI E CURIOSITA'

                                                                             BERGAMASCHE

                                                              Breve analisi storico - sociale su :

                                                    IL PAESE, IL TETTO, LA PIAZZA, LA FONTANA

                                       LA CHIESA, LA STRADA, L'OSTERIA, LA BOTTEGA, LA CASA,

                                                            LA SCALA, LA FINESTRA, LA LOGGIA,

                                             LA PORTA, IL MURO E LE PIETRE, IL MURO E I DIPINTI,

                                                        LA " STRECIA ", ILPONTE, LA MULATTIERA,

                                                         IL SELCIATO, LA "SANTELLA ", LA STALLA,

                                                                        LA FRAZIONE, LA CASCINA,

                                                             ILPORTICO, LE STRAMBERIE DI PAESE

     

                                                                                   Fotografie  di

                                                                                       Tito  Terzi

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    IL PAESE

    di fio64 (01/12/2008 - 01:28)







    I paesi dell'Italia Centro-Meridionale hanno ancora un aspetto tipico, anche dal punto di vista urbanistico. Pochi sono, di contro, i paesi bergamaschi - siano essi di pianura di collina o di montagna - che sono riusciti a mantenere il loro aspetto originale: la fervida attività commerciale ed industriale che ha percorso la bergamasca, nel secolo scorso ed in quello attuale, ha contribuito a far cambiare il loro volto e non sempre nella forma migliore. Quello urbanistico è uno dei dati salienti di una località, ma non è solo su di esso che intendo soffermarmi. Mi sono chiesta piu' volte che cosa significhi "PAESE" per chi vi abita o per chi vi è vissuto per un certo tempo: è a questo interrogativo che tentero' di dare una risposta, che non ha certo la pretesa di voler essere esauriente. Paese è conoscersi tutti o quasi; è tocco di campana che scandisce l'inesorabile corsa del tempo o che richiama al raccoglimento ed alla preghiera; è comunità che partecipa unita a momenti di gioia o di dolore; è lembo di terra benedetta in cui riposano i defunti coi quali, ogni giorno, si intrecciano sommessi discorsi. Paese sono gli anziani che, nell'intervallo tra una partita a carte o a bocce, passeggiando o seduti all'ombra di un albero, ricordano il tempo passato, quando le esigenze non erano quelle d'oggi e piu' dura era la vita; sono i giovani che si ritrovano per stare insieme e che, pur divertendosi, sentono in loro prepotente il desiderio di un mondo migliore, cosi' come l'ansia e la preoccupazione per il domani. Paese è la sirena dello stabilimento che segna l'inizio e il termine della giornata lavorativa; è la preoccupazione perchè questa sirena troppe volte non suona piu'; è il rombo dei motori che, ogni mattina, portano i pendolari sul posto di lavoro; è uscire nei campi all'alba per rientrare stanchi al tramonto, dopo aver affidato alla terra i frutti del sudore e le speranze di un buon raccolto. Paese è struggente nostalgia di chi è emigrato e che, mentre sogna il momento del ritorno si accompagna al Poeta nel dire: " Sempre mi torna al cuore il mio paese... ". Vivere in una dimensione umana. Tutto questo puo' essere un paese.

    Tag: il,paese

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    IL TETTO

    di fio64 (01/12/2008 - 00:33)







    In molti paesi della bergamasca, là ove i piani regolatori prevedono il mantenimento delle strutture architettoniche delle case, cosi' come erano state in passato concepite, possiamo renderci conto delle modalità che si erano un tempo adottate per la costruzione dei tetti, creanti spesso, nell'abitato giochi di ombre e di luci, con gradevole effetto d'insieme. Come per le altre parti della casa anche per la costruzione dei tetti si ricorreva all'uso di materiale locale: le tegole ed il legname di quercia o castagno in pianura e collina, le lastre di ardesia e il legname di abete o di larice in zone di montagna. Negli antichi edifici rustici della pianura si puo' notare come il tetto, che ha una moderata pendenza, abbia talvolta gronde varianti nelle sporgenze: sono scarse ove le finestre dei locali abbisognano di luce, grandi ove occorre proteggere dalle piogge certe parti del fabbricato. In montagna invece, ove le precipitazioni sono copiose, i tetti hanno una piu' forte pendenza: le lastre di ardesia che li ricoprono sono poste in opera da veri tecnici del mestiere, " i teci' ", che hanno appreso alla scuola dei padri di sistemarle. Le gronde di queste case sporgono parecchio e mostrano la parte terminale delle travi del tetto, alcune volte sagomate e lavorate alla testata. Parte integrante del tetto sono poi i comignoli di uscita del fumo. A differenza di quelli d'oggi, che sono costruiti in serie, quelli del passato presentano varietà di forma e di tipo: a forchetta o a dado, a piramide o a tortiglione, o di altre forme, sono tutti di dimensioni superiori a quelli attuali in quanto le loro canne dovevano essere praticate dagli spazzacamini, ormai quasi scomparsi e che rivivono solo nelle favole dei bimbi.                      

    Tag: il,tetto

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