IL SELCIATO



Prima dell'uso, su vasta scala, dell'asfasto, le vie di collegamento tra i paesi avevano il fondo in terra battuta: all'interno degli abitati, pero', strade e piazze venivano lastricate o ricoperte con il selciato. Mentre era piu' facile trovare vie lastricate nei centri abitati della pianura, il selciato era piu' frequentemente usato nei paesi della collina e di montagna. La posa del selciato non era cosa semplice: preparato opportunamente il fondo stradale, gli operai addetti ai lavori, veri tecnici nel loro campo, sistemavano i ciottoli ben fissati l'uno accanto all'altro e pressati. Questi, generalmente di color grigio scuro, arrotondati e piu' o meno della stessa grossezza, venivano raccolti sul greto dei corsi d'acqua. Talvolta, per delimitare proprietà private o per eseguire disegni o ricami sulle piazze o su sagrati antistanti le chiese, venivano usati ciottoli piu' chiari o biancastri. Quelli invece usati per le mulattiere erano piu' grezzi, sistemati pero' sempre sul terreno in modo tale da far defluire a valle le acque piovane. Un fondo stradale a selciato, oltre che a motivi
estetici, corrispondeva ad una serie di vere e proprio esigenze comunitarie: garantire, innanzitutto, agli animali da soma ed a quelli usati per il tiro di carri e carrozze, un piu' sicuro e spedito passo, soprattutto nei tratti in forte pendenza; eliminare i danni provocati dalle acque temporalesche, incanalandole, con opportuna inclinazione del selciato, verso le tombinature; limitare, per il pedone, il pericolo di scivolare nel periodo invernale; infine, in tempi a noi vicini, liberare dalla polvere, solleva dal passaggio degli autoveicoli, i centri abitati. Il tempo passato s'impone, quando si parla di selciato: strade così fatte, all'interno dei paesi bergamaschi, ne sono rimaste ben poche. I blocchetti di porfido ed il catrame si sono sostituiti, infatti, all'acciottolato. Vi sono, di contro, numerose mulattiere il cui selciato sfida i secoli: avrebbero solo bisogno di maggior manutenzione.









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