LA BOTTEGA


La necessità di adattamento ai bisogni sempre
nuovi; l'esigenza di creare ampie vetrine per la
messa in vista di merci, di prodotti, di oggetti
lavorati, da presentarsi ai passanti nella forma
piu' accattivante; l'opportunità di dotare i negozi di
entrate ampie per dare piu' luce agli interni, sono
tutti elementi che hanno contribuito a trasformare, in modo radicale, le strutture esterne ed
interne delle vecchie b
otteghe. Gli esempi di vecchie botteghe sono oggi molto rari nei paesi
della bergamasca. Esteriormente esse hanno
una porta d'entrata centrale o laterale, con il vano
collegato a quello di una finestra, che forma
vetrina, posta a lato d'essa. Porta e finestra
vengono chiuse da ante di legno, imperniate su
cardini ed aprentesi di fuori, fino ad appoggiarsi
alle pareti esterne dell'abitazione. La bottega, in passato, talvolta era negozio dove si vendevano
i prodotti piu' svariati ("frutta, ferramenta e pane" diceva, fino a qualche anno fa, l'insegna di un
bottega dell'Alta Valle Seriana). Essendo il piu'
delle volte piccola, parecchia merce, col bel
tempo, veniva posta in esposizione fuori, ai lati
della porta: abitudine ancora in auge tra i
negozianti di molti paesi. Non essendovi
industrie, altre volte la bottega era il locale-
laboratorio del maestro artigiano. Calzolai, sarti, fabbri, maniscalchi, tagliapietre, producevano
in esse tutto cio' che
poteva servire agli abitanti del paese. Durante la bella stagione questi
artigiani spesso svolgevano la loro attività
sulla strada. Dialoghi coi passanti, battute ilari,
simpatici scherzi indirizzati a conoscenti e amici
facevano, di queste botteghe artigiane, un sereno e ricercato
luogo di incontro e di ritrovo.








Ultimi commenti