LA CASCINA
Ermanno Olmi nel suo film " L'albero degli zoccoli ", descrivendoci magistralmente i vari aspetti della non facile vita che i contadini della nostra terra - sul finire dell'ottocento e all'inizio del novecento - conducevano, ha contribuito a rendere famosa, in tutto il mondo, la cascina della pianura bergamasca. Fabbricata di mattoni, con soffitti ove spesso il legno è dominante, essa si sviluppa, in alcuni casi, su tre lati intorno ad un cortile o aia: il quarto lato risulta chiuso da un muro interrotto da un portone o un cancello di accesso alla strada, o si apre direttamente sulla campagna. Non e' raro il caso che nelle vicinanze della cascina scorra una roggia dove le donne, tempo addietro, si recavano per lavare i panni e dove, ancor oggi, si conducono gli animali all'abbeverata. Lungo il piano terra della cascina si sviluppano i porticati, ad arco o a travata
rettilinea: al piano terreno si trovamo le stalle, i locali deposito, le cucine ( in queste cascine spesso abitano piu' nuclei familiari ) . Dal porticato ci si affaccia sull'aia dove son parcheggiati i macchinari che servono per lavorare la terra ed i suoi prodotti e dove si ergono i silos per l'immagazzinamento e la conservazione del grano. Qui razzolano le galline che assicurano carne e uova fresche alle famiglie, qui spesso c'è anche il pozzo al quale si attinge acqua per bere e bagnare l'orto. Scale esterne conducono ai piani superiori della cascina: al primo piano troviamo le stanze da letto, il secondo e' di solito occupato da una soffitta. Lungo le facciate di questi piani si notano le balconate in legno destinate, coi loro montanti collegati al tetto, alla ventilazione ed all'essicazione dei prodotti agricoli.






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