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    LA STALLA

    di fio64 (22/11/2008 - 17:28)





    Nella realta' di un'economia familiare dove diverse sono le fonti di entrata, integrantesi le une con le altre, il reddito di numerose famiglie bergamasche ha avuto, soprattutto in un passato recente, un contributo indispensabile e talora determinante dall'allevamento di uno o piu' capi di bestiame. La tipica stalla bergamasca, ove tale allevamento si e' sempre realizzato, sia essa costruzione a sè stante o inserita nel caseggiato rustico al centro dell'abitato, presenta caratteristiche che non hanno subito incisive variazioni nel corso dei secoli: entrata sufficiente per il passaggio di un animale per volta, soffitti bassi, finestre ristrette, mangiatoia proporzionata al numero degli animali allevati, un canaletto di scolo e di raccolta degli escrementi animali, un'apertura ricavata nel soffitto (solitamente di legno) comunicante con il fienile. Un angolo della stalla o un locale attiguo funge poi da deposito di stramaglie. Spesso dalla stalla si accede direttamente alla cucina e alla "casera". Sopra di essa, oltre al fienile, trovano normalmente spazio le stanze da letto. Fino a qualche decennio fa la stalla ha rivestito una grande importanza anche dal punto di vista sociale. Una parte di essa infatti, separata con transenne dal posto destinato agli animali, dotata di panche addossate al muro e di tavolo, e' stata, nel periodo autunnale ed invernale, dopo la giornata lavorativa, il luogo di ritrovo della famiglia contadina. Qui le donne filavano e cucivano, qui si consumava la cena ed ogni sera si recitava il rosario stando in piedi e consentendo solo ai piu' piccoli di sedersi a meta' della recita. Nelle lunghe serate invernali nella stalla, mentre gli adulti discutevano i loro problemi, i bimbi ascoltavano, attenti, le storie dei nonni,   
    che spesso parlavano di spiriti e di folletti e che mettevano paura.

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