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    IL PORTICO

    di fio64 (19/11/2008 - 00:11)


    Il portico, nelle vecchie case di paese, ed in modo particolare in quelle coloniche, (  e  qui  spesso   viene   chiamato  patio) e' nato dall'esigenza di avere, davanti  all'abitazione, un punto riparato dai venti e dalle piogge, ma aperto all'aria e al sole.

    Sul portico delle case coloniche, pavimentato con lastre di pietra accostate, si affacciano normalmente la cucina, la stalla, il deposito di attrezzi e stramaglia. Ed e' anche logico che questi locali siano posti qui, visti i rapporti diretti e continui che gli abitanti della casa devono avere con la campagna. Dal fondo del portico o dai suoi lati si diparte la scala, in legno o in pietra grezza, che conduce ai piani superiori.

    Il portico e' sempre stato in passato il luogo di abituale permanenza e di transito per chi era impegnato nel lavoro: li' si riparavano o si preparavano gli attrezzi per lavorare, si caricavano e scaricavano gli animali da soma, si uccideva, una volta l'anno, il maiale, che garantiva carne e salumi alla famiglia.

    Li' le donne lavavano i panni in un mastello in caso di tempo avverso, o cucinavano o  filavano.

    Il portico era anche il luogo ove i bimbi giocavano e la famiglia assaporava, al crepuscolo, attimi di raccoglimento e di riposo. Puo' presentarsi con una sola o con piu' arcate: queste ci appaiono costruite in pietra ricavata da cave locali o in mattoni, spesso intonacati. Il soffitto puo' essere a volta o a travatura rettilinea.

    In alcuni centri abitati il portico si estende a piu' case attigue: diviene, allora, un pittoresco e romantico luogo di pubblico transito.

     

     

    esempio  di  portico  pedonale  in  centro  storico

    portico  campagnolo

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    STRAMBERIE DI PAESE

    di fio64 (18/11/2008 - 22:44)


    La citta', ove tutto e' regolato, standardizzato e controllato, non lascia spazio a quello spirito d'inventiva ed alla fantasia che invece proverbialmente animano la gente e che la portano, spesso, ad adattare bizzarramente oggetti e cose ad un uso diverso da quello per il quale erano, originariamente, stati creati.                             

    Talvolta e' una casa con finestre e balconi di stranissima foggia, non rispondenti ad alcun canone edilizio, ad attrarre la nostra attenzione; altra sono i colori, a tinte forti, di un edificio a voler indicare, ad esempio, l'esistenza di un'officina meccanica, di un gommista o di un locale comunque pubblico.

    Anche l'adattamento di cartelloni e di targhe pubblicitarie ad uso personale, come cartelli indicanti divieti di sosta o segnalanti la presenza di un cane, sono stramberie che ricorrono con una certa frequenza.

    Nelle zone coltivate, per evitare  il pericolo che il raccolto venga decimato dagli uccelli, la fantasia dei contadini si sbizzarrisce, in alcuni casi, nella creazione di pittoreschi spaventapasseri, usando a tale scopo, i mezzi piu' disparati. Le stramberie di paese, ad alcune delle quali ho accennato, aiutano a sorridere e, a togliere da quel grigiore a cui spesso la vita odierna, con le sue regole, ci costringe. 

     


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